San Valentino al Cimitero Monumentale

Il Cimitero Monumentale è noto per essere, oltre che l’ultima dimora di molti milanesi illustri, ricordati da vere tombe oppure da una menzione nel vasto Famedio, una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto, che ci permette di apprezzare la scultura dal Romanticismo e dalla Scapigliatura della seconda metà dell’800 (il Cimitero, progettato da Carlo Maciachini e comprendente il primo Tempio Crematorio d’Italia, fu inaugurato nel 1866) fino allo stile floreale del primo ‘900 e il successivo Razionalismo, con puntate nel contemporaneo.

Sono possibili diversi itinerari, ed ecco infatti i consigli del Comune:

Gli itinerarii suggeriti dal Comune

L’altroieri era San Valentino: abbiamo deciso di seguire il percorso degli Amori Eterni.

Il Famedio

Il Famedio, con il suo più illustre ospite:

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Il percorso romantico

Si inizia con i fratelli Boito, protagonisti della cultura milanese del secondo ‘800 (uno di loro fu librettista per Verdi e autore del racconto da cui Visconti trasse “Senso”; l’altro fondò l’insegnamento del disegno architettonico al Politecnico):

 

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Belli nella loro essenzialità questi nudi:

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Trovo suggestive le tombe a parete che creaono un’illusione di profondità:

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A volte l’Angelo della Morte accoglie di persona il morente, o lo avvisa.. toccante la terza scultura, dove una ragazza viene trascinata via dalla Morte mentre cerca di prendere con sè qualcosa:

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E infine, un’insolita tomba per una coppia importante:

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Il cimitero ebraico

Un capitolo a parte merita una delle “sezioni distaccate” del Cimitero: ai lati dell’ingresso principale furono previste una sezione per gli Acattolici (soprattutto protestanti) e una per gli Israeliti.

Non c’è bisogno di andare a Praga o a Ferrara per visitare un suggestivo cimitero ebraico!

In realtà, già nello spiazzo interno principale del cimitero, dove è posto il memoriale dello Studio BBPR alle vittime del nazismo con una serie di lapidi che riportano i nomi dei deportati, un occhio attento ha potuto notare che su quelle riferite alle vittime ebraiche (alle lettere Coen, Esquenazi, Levi) altri visitatori hanno appoggiate pietre, secondo l’antica tradizione:

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L’area israelitica vera e propria ha però il fascino di un mondo a parte: scendendo in essa, si è accolti da una statua di Mosè, forse l’unica, a dimostrazione della poca importanza che questa cultura dà alle immagini. Abbondano quelle simboliche, naturalmente, come le menorah e le stelle di David; qualche volta una corona; Google Translator si dimostra eccezionalmente flessibile permettendoci di tradurre anche alcune scritte in ebraico.

Romantica questa tomba degli anni ’40, che ricorda i Finzi-Contini (e a quanto pare il serpente è simbolo di immortalità, come nella cultura classica?):

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Quest’altra, quanto meno per omonimia, mi fa pensare al contributo ebraico alla nostr critica letteraria: cosa sarebbe senza poeti e critici come Vittorio Sereni, Cesare Segre, Cesare Cases (a parte naturalmente autori come Moravia, Bassani, Levi?):
(la scritta ebraica in basso sta per “ella risorge”, immagino l’anima; Google docet)

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Infine la tomba forse più sconvolgente di tutta la giornata, dedicata a una serie di vittime dell’Olocausto di cui vengono efficacemente sintetizzate le traversie:

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Per completare il colpo d’occhio sulle culture che hanno formato la storia della nostra città, ecco la tomba di un armeno, cristiano:

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Conclusione

E’ una visita che mostra quanto fosse pienamente fondata l’idea di religione civile propugnata dal Foscolo, che può tranquillamente accompagnarsi oppure no alla religione propriamente detta: fa girare la testa rendersi conto di quante persone illustri, dal passato remoto a quello più prossimo, la nostra città abbia ospitato; riceviamo una visione complessiva che difficilmente potremmo avere altrimenti.

2 pensieri riguardo “San Valentino al Cimitero Monumentale”

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