In Brera.. i canali di Marte

Il palazzo di Brera, noto soprattutto per l’Accademia e per la Pinacoteca (che in origine doveva servire all’Accademia), fu in realtà una cittadella della scienza, per merito prima dei Gesuiti, poi del governo austriaco, infine dell’Italia unitaria.

Il suo complesso comprede infatti l’Orto Botanico, che solo trent’anni fa era una distesa brulla e ora è di nuovo un piccolo paradiso terrestre, e l’Osservatorio.

Sembrerà strano un Osservatorio nel centro città, ma evidentemente cent’anni fa l’aria era ancora sufficientemente pulita! Nel frattempo, l’operatività è stata trasferita su una collina in Brianza (a Merate), e qui è rimasto il museo storico.

Tutti i dettagli qui:  http://museoastronomico.brera.inaf.it/

Purtroppo il museo è normalmente aperto solo in orari per casalinghe e pensionati:

ma grazie all’impegno dei volontari del Touring Club è aperto anche ogni seconda domenica del mese.

Una delle parti più interessanti, la Cupola Schiaparelli, resta purtroppo visitabile solo in settimana. E’ un peccato, e mi chiedo se i volontari del Touring non potrebbero essere impiegati meglio, dal momento che ne troviamo due piantonati a indicare il percorso, prima nel Cortile d’Onore e poi in un corridoio: non basterebbe mettere un cartello chiaro, e lasciare che i visitatori se la sbrighino?

La Galleria degli Strumenti Antichi merita comunque la visita.

La prima delle grandi personalità dell’Osservatorio è il padre gesuita Ruggero Boscovich, di Ragusa in Dalmazia; una delle grandi menti scientifiche italiane del ‘700. Si veda: http://museoastronomico.brera.inaf.it/ruggiero-boscovich/

L’altra grande personalità è senz’altro Giovanni Schiaparelli. Una volta di più spicca la difficoltà a valorizzare il nostro ruolo nella storia della scienza: come celebrerebbero gli americani lo “scopritore” dei canali di Marte, se fosse uno di loro?

Eppure non è esposta nemmeno una riproduzione di una delle sue celebri mappe!

Tralasciamo il fatto che i canali, di fatto, non esistessero: è in fondo un dettaglio, nella mèsse di osservazioni raccolte dallo Schiaparelli. Ho la fortuna di intrattenermi a lungo con un esponente del Museo, il dott. Mario Carpino, e di approfittare della sua competenza nonchè delle immagini sul suo laptop: finalmente le mappe! (nell’allestimento che verrà inaugurato dopo l’estate saranno presenti, mi assicura). Le esaminiamo in dettaglio e constatiamo che sono sostanzialmente già quelle che ancor oggi trovo in “Red Mars” di Kim Stanley Robinson. Eccone comunque qualche esempio:

Risultato immagini per schiaparelli mappe marte

Risultato immagini per schiaparelli mappe marte

Ci sono diverse ipotesi per spiegare l’abbaglio dei canali: sostanzialmente bisogna considerare che anche quello che allora era un telescopio potente mostrava un’immagine di Marte i cui dettagli erano a malapena percepibili da un occhio umano; l’occhio tendeva quindi a “completare” quegli scarni dettagli secondo forme geometriche. Addirittura potrebbe essere il sottilissimo retino in tela di ragno o filamenti di tungsteno, utilizzato per misurare distanze sull’immagine di Marte, a riflettersi sulla retina stessa!

Più strano l’aver creduto alla presenza di veri mari. Questo sembra dovuto a un errore di chi esaminava per conto di Schiaparelli lo spettro della luce proveniente da Marte, per individuarne i componenti. Come in tutte le analisi di questo tipo finchè venivano fatte da terra, era necessario sottrarre il contributo della nostra atmosfera, ricca tra l’altro di vapore acqueo: ma in questo caso la “ripulitura” dei dati fu fatta male.

In ogni caso, non durò più di una ventina d’anni la credenza nei canali: ma bastarono a ispirare H.G. Wells, che all’inizio della “Guerra dei mondi” ringrazia l’astronomo italiano per le scoperte. La possibilità di un’atmosfera respirabile su Marte fu mantenuta invece per diversi decenni.

Le audioguide spiegano molto bene la storia dell’Osservatorio e come nei secoli gli astronomi siano stati spesso dedicati a compiti molto più terreni, come realizzare carte e mappe di grande precisione per l’esercito, determinare la longitudine di una nave in mare aperto (una delle grandi sfide scientifiche del ‘600-‘700), ecc.

Gabinetti astronomici portatili, per il viaggio:

Un’affascinante mappa di Parigi nel ‘700 (il Nord è verso il basso):

Strumenti didattici:

Nel cortile del Palazzo, un altro ricordo di Schiaparelli:

E un ricordo all’insigne matematica Gaetana Agnesi (qui parecchio idealizzata nell’aspetto) non guasta mai:

Visita del 9/02/20

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