2020-11-22 Pedalata al Parco della Vettabbia

In queste domeniche di lockdown, ingegnandosi un po’ si riesce a fare una scampagnata che permetta di fare il pieno di sole [necessario alla sintesi della vitamina D e ai ritmi circadiani, funzionalità messe a rischio dalla clausura].

Per semplificarci la vita non possediamo bici, ma anche un abbonamento a BikeMi può portare lontano, se si sfruttano le 2 ore consecutive di utilizzo prima che intervenga la penalità, si paga solo un supplemento di ,5€ per ogni mezz’ora successiva alla prima.

Una buona possibilità è quella di visitare il Parco della Vettabbia, parte del complesso detto ‘Valle dei Monaci’, su cui potete trovare più informazioni nei tabelloni riportati in basso.

Il nome deriva dalla roggia Vettabbia, uno dei primi canali di Milano, scavato in epoca romana come ‘Vectabilis’ [ovvero utile ai trasporti]: questa nasce in piazza XXIV Maggio [il suo inizio è stato reso visibile dal nuovo allestimenti della piazza], segue un percorso verso sudest, creando angoli particolarmente belli lungo la via dei Fontanili nel Morivione e poi in via Quaranta, per sfociare infine nel depuratore di Nosedo.

Dividiamo il percorso in tre tappe.

Corso Lodi.

Da piazza Medaglie d’Oro a piazzale Corvetto, dove finisce, il lungo corso è quasi completamente pista ciclabile, che continua fino a piazza Gabrio Rosa, ultima stazione del BikeMi, dove lasciamo le bici. Prima di piazzale Lodi c’è qualche brusca interruzione, dopo diventa una lunga passeggiata cittadina, ben dotata di panchine, molto vissuta dalla popolazione che crea animazione, seduti o a passeggio. Lungo il percorso si nota l’aumento della popolazione immigrata: è uno spaccato sociale dell’evoluzione di Milano.

Piazzale Rosa.

Lasciate qui le bici, sfruttiamo i cinque minuti di attesa prima di poterle riprendere guardandoci attorno. La zona è stata costruita nel dopoguerra, tuttavia offre qualche spunto di interesse.

La grande e bella chiesa di santa Rita e dell’arcangelo Michele è un esempio di costruzione che si rifà al Rinascimento con sensibilità moderna, un po’ nello stile di Portaluppi; così come l’edificio annesso, che ospita l’Istituto Galdus.

Sul lato est del viale, un condominio di edilizia intensiva che però, a differenza di tante conigliere viste a Milano Sud [Barona, via Chiesa Rossa..] conserva qualcosa della lezione di Le Corbusier nell’articolazione dei volumi e nell’uso di ‘pilotis’, ovvero pali di fondazione che permettono di avere uno spazio comune al piano terra.

Altro elemento interessante è questo esempio di ‘stecca’, caratteristico degli anni ‘50: tentativo di creare unità abitative integrate con spazi di lavoro e commerciali, evitando agli abitanti delle suddette conigliere la necessità di creare al sabato fiumi di auto dirette ai supermercati.

Il Parco della Vettabbia.

Percorrendo fino in fondo la ciclabile che passa per piazzale Rosa, si arriva a via San Dionigi. Sulla sinistra si trova immediatamente la chiesetta di Nosedo [dal latino Nocetum, bosco di noci, che dà il nome alla zona].

Sulla destra cinquanta metri dopo si può prendere una svolta per arrivare all’ingresso dell’una volta famigerato depuratore di Nosedo.

Anche se somiglia tuttora ai Barrens di ‘It’, questo terreno è stato completamente ripensato rispetto a quello che era trent’anni fa.

Il Parco consiste principalmente in un lungo cannocchiale di pioppi cipressini, alternati a carpini, che arriva all’abbazia di Chiaravalle; esistono però anche sentieri secondari percorribili in bicicletta, e un sentiero pedonale in un boschetto fitto.

Il bosco umido intorno alle vasche si sta invece ancora formando.

Da un punto di vista naturalistico, nelle vicinanze del laghetto tondo con un po’ di fortuna è possibile vedere un martin pescatore; nel grande campo che costeggia il cannocchiale, prima della marcita, c’è una dozzina di aironi cinerini; in cielo non è raro vedere un gheppio.

L’abbazia chiude alle dodici; la bottega dei frati e il ristoro rimangono aperti e ci si può procurare uno spuntino e un’ottima birra belga in bottiglia [che però dovrete aprirvi da soli, a causa della normativa anti-Covid].

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